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Posted by on Mag 4, 2019 in Blog |

Identità svelate

Identità svelate

Il 3 maggio è stata la giornata dedicata alla libertà di stampa. Un’esperienza politica, per quanto sia importante, longeva o rapida cambia il modo in cui leggi le notizie e ti avvicini ai giornali (e ai giornalisti). Per quanto io legga sempre le notizie locali, da quasi un anno sono tornato a leggere, con più calma, anche le ultime nazionali ed internazionali.

Così mi sono imbattuto per caso in un articolo de IL FATTO QUOTIDIANO, proprio di ieri, dal titolo: Livorno, l’autorità rifiuti ufficializza spegnimento entro il 2021. Nella foto di copertina, assieme al sindaco Livornese c’ero anche io.

Pur ricordando esattamente quando fu stata scattata quella foto, ossia nel 2017 il giorno in cui ho ricevuto a Roma per il Comune di Imperia i fondi per la pista ciclabile, ho letto l’articolo con particolare curiosità ma, come immaginavo, sono stato associato a una situazione da me lontana. La spiegazione, come in tutte le cose complicate è sempre la più semplice: foto di repertorio del sindaco livornese.

Mi sono venute in mente alcune gaffes fatte dalla stampa nazionale negli anni, cogliendone il lato ironico. Il famoso “i due postini morti nell’ufficio postale di Brentwood si sono recati all’ospedale” del giornalista Luca Arrigoni in collegamento da Washington con il TG5 o il celebre articolo de La Repubblica nel 2011 dove si scriveva di una certa Marina Mondadori: il cognome era stato attribuito alla figlia di Berlusconi facendo nascere un personaggio inesistente a capo della casa editrice di Segrate.

Errare è umano e come cita un detto valido in ogni luogo: chi non lavora non sbaglia. A volte però, usando come metafora il celebre film di Bellocchio, Sbattere il “mostro” in prima pagina diventa la scelta preferita degli editori, non di tutti ma di molti.

Carlo Capacci

Ingegnere libero pensatore, affamato di scienza e tecnologia. Già Sindaco di Imperia dal 13 Giugno 2013 al 25 Giugno 2018