Pages Menu
Categories Menu

Posted by on Feb 4, 2015 in Blog |

IMU Terreni Agricoli

IMU Terreni Agricoli

IMU TERRENI AGRICOLI

 

In qualità di Sindaco non posso non esprimere il mio disappunto sulle disposizioni che ridefiniscono le nuove esenzioni dell’Imu sui terreni agricoli. Questa norma, molto contestata, benché rivisitata ha lasciato non tutelati i cittadini dei 652 comuni parzialmente montani che, pur non avendo fatto dell’agricoltura la loro prima professione, si dedicano alla coltivazione e con il loro lavoro in campagna contribuiscono alla salvaguardia del territorio. In altri, invece, per  terreni aventi caratteristiche morfologiche simili, come ad esempio Imperia e Sanremo, o confinati, sono state applicate disposizioni differenti, imponendo ad alcuni proprietari il pagamento dell’Imu ed ad altri no.

Il territorio ligure è quasi del tutto montuoso e collinare: il 35% è costituito da zone collinari, il 65% da rilievi che superano i mille metri. Non vi sono vere e proprie pianure, perché i monti degradano direttamente sul mare. La morfologia territoriale ligure è molto svantaggiata e condiziona pesantemente la natura delle produzioni agricole e quindi l’utilizzo stesso della terra, limitato alla costa e a poche aree dell’entroterra. Il territorio ha indotto allo sviluppo dell’arte della costruzione dei muri a secco, grazie ai quali si è costituito il tipico terrazzamento ligure, base delle coltivazioni rivierasche e identificativo del nostro Paesaggio. Il valore del paesaggio è stato anche riconoscituo dall’Unione Europea che con la Convenzione Europea del Paesaggio ne promuove la protezione e la gestione.

La difficoltà produttiva ha pesantemente compromesso il mantenimento dell’attività agricola, che è fondamentale per la salvaguardia del territorio stesso, per la difesa del paesaggio e contro il dissesto idrogeologico. Tassare i terreni agricoli può essere molto dannoso, in quanto si rischia la svendita delle terre da parte di chi per passione, tradizione, integrazione del reddito, le coltiva.

La Liguria ha bisogno di incentivare la cura del territorio e questa necessità è stata capita, dalla Regione Liguria che, con il Piano di Sviluppo Rurale, ha incentivato il recupero dei territori mediante il finanziamento dei muri a secco e i finanziamenti per l’acquisto di terreni per l’ampliamento delle aziende agricole. Questi finanziamenti erano dati a tutti coloro che coltivano la terra indipendentemente dalla qualifica di Imprenditore / coltivatore diretto.

Questa necessità, ad oggi, non è stata invece capita da parte dello Stato, il quale ha confusamente stabilito che comuni come:  Imperia, San Biagio della Cima, Soldano, Vallebona e Diano Castello debbano tutti pagare l’Imu sui terreni, altri comuni come: Dolcedo, Terzorio e Diano San Pietro debbano pagare solo i proprietari che non sono Imprenditori/coltivatori diretti o che non affittino a coltivatori diretti.

Unitamente ai 27 comuni interessati anche la giunta comunale di Imperia, su proposta dell’assessorato all’agricoltura, si è attivata con una delibera finalizzata a ridurre le tariffe d’estimo catastali per orto irriguo, coltura floreale e roseto. L’obiettivo è chiedere al prefetto l’istituzione della commissione censuaria per la revisione degli estimi delle suddette categorie catastali.

A tal proposito, le associazioni di categoria hanno fatto rilevare che “Le tariffe d ‘estimo dei terreni ad uso floricolo categoria catastale “roseto” e “orto irriguo coltura floreale” dei Comuni della nostra Provincia di Imperia sono dalle l0 alle 30 volte più alti che negli altri Comuni dove si praticano le stesse coltivazioni. Considerata la grave crisi che ormai da più di un decennio sta attraversando il florovivaismo, che, più degli altri, deve affrontare una concorrenza internazionale sempre più agguerrita e spesso senza regole. A ciò si aggiunga la ormai costante crescita dei costi di produzione, soprattutto quelli energetici, quelli dei concimi e dei fitofarmaci nonché quelli legati al costo del lavoro e alla tassazione (vedi IMU) a cui non corrisponde un aumento dei prezzi di vendita, bensì una loro continua diminuzione a causa di una fortissima e sempre più ampia concorrenza internazionale. Valutata la costante diminuzione del numero delle aziende floricole e delle superfici coltivate a rose ed a fiori recisi. [Solo nell’ultimo decennio la nostra Provincia ha visto diminuire le aziende di 1.500 unità (4611 aziende nel 2000, 3129 nel 2010) e le superfici coltivate a fiori si sono ridotte di 300 ha (2139 ha coltivati nel 2000 1819 nel 2010)}. Ritenuto che, per le coltivazioni categoria catastale “orto irriguo fiori” e “roseto” di nostri Comuni sono sopravvenute chiare e consistenti variazioni nelle quantità prodotte e nei prezzi di vendita, nonché nei costi di produzioni e di conseguenza sono intervenute modifiche nell’organizzazione di ogni singola azienda floricola, si richiede urgentemente una presa di posizione in tal senso.”

Carlo Capacci

Ingegnere libero pensatore, affamato di scienza e tecnologia. Già Sindaco di Imperia dal 13 Giugno 2013 al 25 Giugno 2018